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Pellets da segatura di legno

Impianto per la cubettatura di segatura di legno


La cubettatura (detta anche pellettatura) è il processo di pressatura/estrusione che permette di agglomerare prodotti pulverulenti con lo scopo di ottenere dei granuli di forma cilindrica (chiamati “pellets”) con notevoli vantaggi in termini di trasportabilità, insilaggio, manipolazione, riduzione dei volumi.
In particolare la cubettatura è stata impiegata per il recupero di alcuni prodotti quali la segatura che è considerata rifiuto industriale, garantendone un utilizzo economico in alcuni settori quali il riscaldamento e la combustione in genere.





L’utilizzo della segatura tal quale ha infatti notevoli problemi in quanto il controllo della sua combustione richiede l’impiego di particolari bruciatori e provoca, inoltre, una elevata emissione di ceneri nei gas di combustione. La segatura pressata (pellettata) presenta, per contro, notevoli vantaggi in quanto può essere utilizzata facilmente nella combustione in piccole caldaie ad uso domestico. La cubettatura permette di compattare la segatura che passa da un peso specifico inferiore a 0.2 kg/dm3 (200 kg/m3) fino a 0.65-0.70 kg/dm3 (650-700 kg/m3).


Tali vantaggi hanno permesso la diffusione di caldaiette ad alimentazione automatica che permettono di riscaldare le abitazioni, con una spesa limitata, utilizzando, oppunto, come combustibile la segatura pellettata.

L’impianto in oggetto permette di produrre pellets partendo da scarti di legno recuperati da falegnamerie, segherie, ovvero puliture di sottobosco. Tali scarti sarebbero altrimenti inutilizzabili e il loro smaltimento richiederebbe notevoli costi.



L’utilizzo del pellets è molto diffuso da anni nelle regioni nordiche: il Canada è stata una delle prime nazioni dove è stato utilizzato il pellet per poter recuperare le enormi quantità di segatura prodotte dalle segherie. Attualmente si contano numerose unità in Svezia, in Austria e in Germania nella Baviera. Lo sviluppo è senz’altro dovuto anche alle attuali norme ambientali che regolano lo smaltimento della segatura e che rendono più economico l’utilizzo della stessa per la produzione del pellets.

Il processo consiste in una prima riduzione di pezzatura dei recuperi di legno con l’utilizzo di un trituratore che permette di ricavare il così detto cippato, ovvero scaglie di legno della dimensione di 3-4 cm. Tale cippato viene trasportato in una tramoggia dalla quale viene estratto e rilavorato attraverso un molino raffinatore. Il prodotto che si ottiene dalla raffinazione è una segatura omogenea, che può essere pressata in una macchina chiamata cubettatrice che gli dà la forma di cilindro solo con l’uso della pressione.





La cubettatrice è una macchina nata nel settore agricolo per la produzione del mangime per gli animali da allevamento. Negli ultimi anni il suo utilizzo si è ampliato anche in settori alternativi come plastica, legno, fertilizzanti.

Sinteticamente possiamo descrivere la cubettatrice come un grande rotore che porta un anello forato (chiamato trafila) che ruota ad una velocità di circa 150 giri/min.
Posizionati all’interno della trafila si trovano i rulli pressori che spingono la segatura fino a farla estrudere attraverso i fori della trafila.

Da qui fuoriescono i pellets di lunghezza definita in base alla posizione di due appositi coltelli.

Il processo di estrusione produce un notevole riscaldamento del pellet che può raggiungere anche i 90°C per cui è necessario un raffreddamento del pellet con l’utilizzo di aria ambiente che viene fatta circolare attraverso il prodotto in un apposito raffreddatore.





La dimensione dei pellets varia in funzione dell’utilizzo da 3-4 mm fino a diametri di 20 mm. Per la combustione nelle caldaie domestiche il diametro ottimale è di 6 mm.



Potere calorifico dei principali combustibili

COMBUSTIBLE Kcal/kg.

PELLET di segatura = 4.000-4.500
Legno = 2.500
Carbone = 7.400
Coke = 7.000
Olio combustibile = 9.800

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