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- Tipi di legno:
I legni si dividono in due grandi classi:
- legni teneri e resinosi (pino, abete,...) detti anche softwood legni duri (faggio, pioppo, eucalipto, quercia, rovere, castagno...) detti anche hardwood
i legni teneri hanno fibra lunga da 2.7 a 7 mm, di diametro da 27 a 50 µm con spessore delle pareti celullari pari a 3-7 µm. i legni duri (da latifoglie) invece hanno fibra corta da 0.6 a 2 mm, di diametro da 15 a 30 µm con spessore delle pareti celullari pari a 3-7 µm.
Il loro corpontamento rispetto alla cubettatura è molto differente
Preparazione e condizionamento della segatura
Il condizionamento della segatura dipende dal tipo di legno e dalla sua granulometria.
L’umidità della segatura è fondamentale:
La segatura deve avere una umidità che varia dall’8 al 12% nel caso di legni “teneri” e del 10 al 12% nel caso di legni “duri” L’umidità deve essere omogenea e costante nel tempo. Una segatura troppo umida non permette di ottenere un bel pellets: in particolare la superficie si presenterà rugosa, screpolata, e con profonde fessurazioni sia longitudinali che trasversali. La macchina non vibra e il rumore di presenta come “ovattato”
Invece il pellets ottenuto da una segatura troppo secca si presenta molto polveroso, di lunghezza molto variabile ma generalmente molto corto (lunghezza di circa 5-8 mm). La pressa cubettatrice risulta molto rumorosa (caratteristico rumore simile a quello di ingranaggio), con forti vibrazioni. La temperatura del pellets è molto elevato e superiore ai 110-120°C
In particolare per i legni “duri” la segatura deve essere condizionata aggiungendo acqua calda nebulizzata a circa 70°C in percentuale tale che l’umidità prima della trafila sia del 11-12% (la nebulizzazione deve creare una micro-nebbia che facilmente “bagni” tutta la segatura evitando la formazione di grumi). Molto utile é l’aggiunta di olii diluiti in acqua e aggiunti in forma di micro-nebbia in percentuali fino all’1%. Da evitare l’uso di vapore nei legni “duri”. Mentre se ne consiglia il suo uso con legni resinosi se miscelati con farina o glutine di mais.
La camera di cubettatura deve essere messa in depressione: il processo di cubettatura crea delle temperature molto elevate e quindi formazione di vapore. Una adeguata aspirazione mantiene sotto controllo la temperatura.
Cuscinetti
I cuscinetti dei rulli sono le parti meccaniche più sollecitate: sono infatti soggetti ad elevate temperature ee elevate pressioni.
La loro durata varia da appena 200 ore fino ad un massimo di 1000-1200 ore.
Per evitare un loro danneggiamento è necessario garantire una materia prima omogenea sia in granulometria che in umidità.
La loro durata è a rischio ogni qual volta il pellet all’uscita della trafila supera i 95°C. Si consiglia di monitorare costantemente la temperatura del pellets e di intervenire quando questa superi i 95°C: infatti una temperatura troppo alta è sintomo che la macchina sforza troppo. La causa potrebbe essere lo spessore di compressione troppo alto, oppure l’umidità della segatura troppo bassa, oppure una granulometria del prodotto troppo fine. In questi casi l’operatore della pressa deve intervenire immediatamente.
Importante è la lubrificazione che deve essere continua e con grassi idonei: infusibili (punto goccia superiore ai 200°C), resistenti alle elevate pressioni (grassi di tipo EP) e resistenti all’acqua. Importante è anche la registrazione del gioco dei cuscinetti: in pratica il gioco deve essere praticamente nullo. Per questo al momento del montaggio bisogna serrare al massimo la ghiera di regolazione del rullo fino a bloccare la camicia. Si eviterà quindi il deterioramento rapido del cuscinetto dovuto allo sbattimento dovuto al gioco creato dal rapido riscaldamento e dalla conseguente dilatazione della camicia esterna.
Camicie
Le camicie devono essere rigate e le rigature devono essere molto fini per accentuarne l’effetto di taglio
Trafile
Nel caso di segatura di legno “tenero” il rapporto di compressione deve essere di circa il 6.5. Mentre per legni “duri” il rapporto di compressione scende a 5. Questi valori sono solo indicativi e vanno confermati provando il materiale disponibile. Molti sono infatti i fattori che condizionano la scelta della compressione della trafila: il tipo di legno l’umidità la granulometria e l’omogeneità della segatura la disponibilità e l’utilizzo di liquidi quali acqua (fredda o meglio se calda), miscele di acqua e olio l’aggiunta di farina di mais o amido di mais
Fondamentale è l’alimentazione della trafila: la distribuzione della segatura sulla fascia di cubettatura deve essere uniforme e continua. In caso di utilizzo della alimentazione forzata è necessario registrare opportunamente sia la velocità che l’angolazione delle palette.
Si deve prestare molta attenzione sia all’avviamento che alla fermata: l’avviamento deve essere fatto con una miscela di segatura e olio, oppure con orzo o pellets intriso di olio. La miscela deve essere preparata con adeguato anticipo in modo che l’olio sia assorbito. Anche per fermare la pressa cubettatrice bisogna usare una miscela ricca d’olio per evitare che il prodotto indurisca nei fori e impedisca un regolare riavviamento della macchina
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